" L'arte espressione di vita  "

dice il De Sanctis, ed è veramente così per

 Renzo Bighetti. 

 

 

L' ispirazione nasce in maniera diversa, può essere una radice raccolta nel deserto dei Sahara, che si traduce in una colonna morbida e sganciata, il marmo bianco la rende trasparente, tattile ed intatta.

 

La poesia delle " maternità vuote ", dove il corpo materno sparisce per dare spazio al corpo dei figlio che è il " divenire ", dove le braccia, sono uniche, perché solo attraverso una totale fusione ci può essere continuità.

 

 

Espressioni di vita quotidiana,delicate e trasparenti,come la coltre che ricopre il corpo.  Il " ragazzo con le lampughe " per la leggerezza, la linearità e l' equilibrio con cui è stato composto, è lirico.

La linea pura delle conchiglie, delle spugne,dei sassi e delle rocce riproduce la magia in esse contenuta.